Appuntamenti

 
 

La rubrica di Crastulo: "Intervista con l'autore - fiumi di parole"

 

Inizio 09/12/2016 fino al 09/01/2017
Intervista con l'autrice: Claudia Fanzecco a cura di Mariazzurra Lai

 

Intervista con l'autrice: Claudia Fanzecco

Claudia Fanzecco è nata a Cagliari, dove è cresciuta e ha studiato. La sua passione per la storia e la scrittura nascono durante l'infanzia andando a consolidarsi negli anni e a fondersi nei suoi romanzi. Avida lettrice di Alessandro Baricco, amante del canto, della musica e dell'arte. Il suo esordio nella letteratura è con il romanzo Il tesoriere del tempo che narra le vicende di Rebecca e Pietro e dei loro rocamboleschi viaggi.

 

- Claudia: spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Sono una ragazza Cagliaritana di ventisei anni, mamma di un bimbo di due e amante di tutte le forme d'arte esistenti al mondo. La scrittura è sempre stata il mio passatempo preferito, inventare storie e personaggi a cui dare voce è un modo per esercitare quel controllo che nella vita ci sfugge di continuo. Rappresenta una valvola di sfogo e un luogo intimo e sicuro dove arroccarmi quando ne sento il bisogno.

- Che cosa ti ha fatto appassionare alla scrittura? E da quanto tempo scrivi?

Già da quando ero bambina amavo inventare e raccontare storie. Con le bambole, mediante disegni, mi improvvisavo anche attrice il più delle volte. Con l'inizio dell'adolescenza i giochi dell'infanzia iniziavano a starmi stretti ma quel bisogno di dare spazio alla mia creatività continuava a crescere con me: in quel momento ho avvertito la necessità di esprimermi attraverso la scrittura. Mi sono appassionata alle parole durante le superiori - avevo una professoressa di filosofia che avrei ascoltato per ore solo per le sue  doti oratorie - ma ciò che ha reso la scrittura una vera passione è stato l'effetto indiretto che aveva sul mio umore, sulla mia crescita personale ed emotiva . Più scrivevo e più mi sentivo cosciente di me stessa, con la conseguenza di arrivare a capirmi e conoscermi profondamente. Questo è il più bel regalo che la scrittura mi ha fatto.

- Qual è stato il percorso che ti ha portato a pubblicare il tuo "Il tesoriere del tempo"?

Come ho detto, la scrittura è sempre stata un passatempo. Non pensavo che i miei fogli scarabocchiati potessero interessare a qualcuno. Una volta terminato il romanzo ho deciso di farlo leggere ad alcune persone, sempre per gioco. Mi divertivo a scorgere la sorpresa nei loro occhi mentre leggevano pagina dopo pagina. Tra queste una mia carissima amica, alla quale il libro è piaciuto particolarmente. Mi ha convinta lei a mettermi in gioco e a credere nelle potenzialità del mio romanzo. Mi ha presentato una ragazza che ha visionato il mio libro e mi ha caldamente suggerito di mettermi in contatto con la mia attuale casa editrice - la David&Matthaus - a cui spedii il romanzo, senza troppe aspettative. L'esito positivo della prima lettura è stata una delle emozioni più belle della mia vita.

- Scrittori si nasce o si diventa?

Entrambi. Non credo possa esistere scrittore senza quella fortunata scintilla che fa parte del corredo genetico dei creativi, come non credo si possa fare molta strada senza lo studio, la costanza, l'esercizio e l'impegno volti ad affinare l'abilità di scrittura. Sono convinta che per imparare a scrivere correttamente e, ancor di più, contenuti di qualità ci voglia tempo, vita e tanto studio.

- Nell'attuale panorama editoriale c'è molto narcisismo letterario, c'è molta autofiction. Pressoché tutti si svegliano la mattina e avvertono il dovere morale di scrivere quello che hanno dentro, pensando che possa interessare a qualcuno. Dilaga il fenomeno dell'auto-pubblicazione. Tu pensi che questa sia la strada giusta? Si riesce, alla fine, a raccontare davvero qualcosa d'interessante?

Parlo personalmente. Io non ho mai pensato ad un'auto-pubblicazione. Non perché ci trovi qualcosa di male - ognuno fa' le proprie scelte - ma perché ciò di cui avevo bisogno io era "l'essere riconosciuta". Non mi sarei mai sentita all'altezza di pubblicare senza i consigli, le correzioni e l'esperienza di una casa editrice alle spalle. Loro, infatti, mi hanno aiutata a far emergere i punti di forza del mio romanzo e a riconoscere quelli più deboli. Sono cresciuta come autrice grazie ai loro appunti e, considerando che non hanno chiesto nulla in cambio, mi sembra un gran bel regalo.

Oggigiorno, a dirla tutta, le grandi case editrici non puntano più solo alla qualità del testo ma alla facile e immediata vendibilità e trovo che questo tipo di comportamento sia molto più dannoso.

 

- Ritieni che sia importante seguire delle regole quando si parla di scrittura?

Sì. Le regole grammaticali devono essere sempre rispettate, per lo meno da un esordiente. Col tempo, nella creazione di un proprio stile e con comprovata esperienza, trovo legittimo prendersi qualche licenza poetica.

- Gabriele D'annunzio si rifugiava nell'eremo sulla Costa dei Trabocchi per scrivere, a     picco sul mare Adriatico. Tu dove ami scrivere?

Amo scrivere nei posti silenziosi e nelle ore notturne, mentre tutti dormono e nessuno può disturbarmi.

- Segui dei ritmi ben precisi di scrittura?

No. Quando ho lavorato sul romanzo scrivevo tutti i giorni, anche tutto il giorno. Poi ci sono periodi durante i quali scrivo saltuariamente, anche per ritagliare il tempo da dedicare alla lettura.

- Quali letture ti hanno colpito di più? Quali sono i tuoi autori preferiti?

Oceano mare e Seta, entrambi di Baricco, in assoluto il mio autore preferito. E i libri di Salgari che rubavo dalla libreria di mia nonna quando ero bambina. Sono molto legata anche alla scrittrice americana Diana Gabaldon che mi ha tenuta incollata ai suoi undici libri per qualche anno!

- Ci parli del tuo romanzo "Il tesoriere del tempo"?

Il romanzo racconta la storia di Rebecca Doria una giovane archeologa che, fresca di laurea, lavora per l'università al fianco del suo professore e datore di lavoro, Carlo Martini. E' una giovane ambiziosa e affamata, desiderosa di affermarsi come archeologa di rispetto e accanto al suo altrettanto stacanovista professore questo sembra possibile.

Fin quando, alla vigilia di un'importante e ottimistica spedizione verso l'Egitto, per una serie di eventi, si imbatte in Pietro Magnani, una vecchia conoscenza del professore. Quest'uomo le cambierà completamente la vita.

Il giovane infatti si guadagna da vivere in maniera del tutto non convenzionale: viaggia nel tempo, attraverso l'ausilio di un cimelio di famiglia che gli permette di transitare liberamente da un'epoca all'altra con l'unico scopo di salvare, da distruzione certa, antichi oggetti d'importante valore storico. Questo è infatti ciò che un tesoriere ha il compito di fare, dall'alba dei tempi. Generazione dopo generazione, la sua famiglia ha protetto quel potere così importante, così antico, pericoloso e fragile e portato in salvo tutti quegli oggetti che senza il loro intervento sarebbero andati persi per sempre.

Le circostanze porteranno Rebecca a impadronirsi del medaglione e divenire così la proprietaria di uno di questi incredibili oggetti grazie al quale, suo malgrado, vivrà l'esperienza più terrificante e paradossale della sua vita. Si ritroverà in una Firenze quattrocentesca con nient'altro addosso che un medaglione con la piena consapevolezza di essere vittima di una grottesca allucinazione dalle tinte sbalorditivamente realistiche. La protagonista si troverà a dover fare chiarezza su quella che credeva essere ormai la sua strada, gia ben delineata e scritta, a fronteggiare i pericoli di un passato che non si limita più ad un insieme di conoscenze teoriche ma diviene presente durante le missioni, diviene reale con tutti i suoi problemi e difficoltà.

 

- Come nascono i personaggi del tuo libro?

I personaggi sono nati in maniera molto spontanea. Li custodivo nella mente da una vita e così come mi è venuto da raccontarli ho fatto. Sicuramente ci sono delle influenze  esterne, dei tratti involontariamente autobiografici, ma non ho mai riflettuto o costruito a tavolino le loro personalità.


- Ti sei avventurata in altre forme letterarie? Hai tentato esperimenti nella poesia, nel racconto o in altri generi?

Da bambina scrivevo anche poesie e di tanto in tanto è un genere che mi tenta. Vedremo in futuro, tutto può succedere.

- Hai qualche nuovo progetto letterario?

Il romanzo farà parte di una collana di più libri - non ci siamo dati un numero preciso-. Il prossimo anno contiamo di far uscire il libro successivo.

 

- Ci racconti come sei giunta alla pubblicazione? In modo che qualche aspirante autore abbia qualche dritta in più su come muoversi.

Ho inviato il mio romanzo alla mia casa editrice, la David&Matthaus, e ho atteso da loro una risposta. Per chi volesse contattarli basta scrivere il nome della casa editrice su internet ed entrare nel loro sito.

- Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?

Ho un profilo Facebook a mio nome e sto lavorando sull'apertura di un blog personale.

 

Un saluto a modo tuoi ai lettori.

Spero l'intervista possa esservi utile, se volete acquistare il mio libro lo trovate online sul sito http://www.qplibrerie.it/ o su ordinazione nelle librerie Mondadori e Feltrinelli.

Grazie a tutti! Ciao!

 

 
 
 
 
 

Calendario appuntamenti